Che tipo di contratto di affitto devo fare?

4+4, 3+2 a canone concordato, transitorio, per studenti, commerciale: le tipologie principali spiegate in modo semplice, per capire subito quale fa per te.

Chi affitta per la prima volta si trova davanti a una sigla dopo l'altra — 4+4, 3+2, transitorio, comodato — senza sapere bene cosa cambi in pratica. La differenza principale sta in tre cose: quanto dura il contratto, quanto si può chiedere di canone e quando si può usare. Vediamole una per una.

Contratto libero 4+4

È la formula più comune per un affitto a uso abitativo, quando non ci sono accordi territoriali particolari da rispettare.

  • Durata: 4 anni, con rinnovo automatico di altri 4 se nessuna delle due parti disdice.
  • Canone: libero, lo decidono proprietario e inquilino.
  • Quando conviene: quando vuoi stabilità e non hai bisogno delle agevolazioni fiscali del canone concordato.
  • Da sapere: alla prima scadenza (dopo 4 anni) il proprietario può disdire solo per motivi specifici previsti dalla legge (ad esempio se vuole usare l'immobile per sé); dopo il rinnovo a 8 anni, invece, la disdetta è libera.

Contratto a canone concordato 3+2

Qui il canone non è libero: segue gli accordi firmati a livello locale tra le associazioni di proprietari e inquilini, diversi comune per comune.

  • Durata: 3 anni, con rinnovo automatico di altri 2.
  • Canone: calcolato secondo le fasce stabilite dall'accordo territoriale del tuo comune, di solito più basso rispetto al libero mercato.
  • Quando conviene: in cambio del canone più basso, si ottengono vantaggi fiscali importanti — cedolare secca ridotta al 10% invece del 21%, e riduzioni su IMU e imposta di registro se non si usa la cedolare.
  • Da sapere: serve un'attestazione di conformità del canone, rilasciata da un'associazione di categoria o dal Comune, per avere davvero le agevolazioni.

Contratto transitorio

Pensato per esigenze temporanee, di chi affitta e di chi prende in affitto: un lavoro fuori sede per qualche mese, un trasferimento, una ristrutturazione in corso nella propria casa.

  • Durata: da 1 a 18 mesi, non rinnovabile automaticamente.
  • Canone: segue le stesse regole del canone concordato (libero o concordato a seconda del comune e dell'accordo territoriale).
  • Quando conviene: quando sai già che l'esigenza — tua o dell'inquilino — è a termine, e non vuoi legarti a un contratto lungo.
  • Da sapere: va sempre dichiarata nel contratto la ragione della transitorietà (es. motivi di lavoro, di studio, o esigenze del proprietario).

Contratto per studenti universitari

Una variante del transitorio, riservata a chi affitta a studenti fuori sede iscritti in un comune diverso dalla residenza.

  • Durata: da 6 mesi a 3 anni, rinnovabile.
  • Canone: concordato, secondo gli accordi territoriali.
  • Quando conviene: se il tuo immobile è vicino a un'università o a un polo di ricerca, con vantaggi fiscali simili al canone concordato ordinario.

Contratto commerciale 6+6

Per negozi, uffici, capannoni e in generale ogni immobile a uso non abitativo.

  • Durata: 6 anni, con rinnovo automatico di altri 6 (9+9 per le attività alberghiere e simili).
  • Canone: libero.
  • Da sapere: alla prima scadenza il proprietario può disdire solo per motivi specifici (ad esempio se vuole usare l'immobile per sé, o per ristrutturazioni importanti); dopo il rinnovo, la disdetta è libera con un preavviso di 12 mesi (18 per le attività alberghiere).

Come scegliere, in sintesi

SituazioneContratto più adatto
Affitto abitativo senza scadenze particolari in mente4+4 libero
Vuoi i vantaggi fiscali e accetti un canone più basso3+2 concordato
L'esigenza — tua o dell'inquilino — dura pochi mesiTransitorio
Affitti a studenti fuori sedePer studenti universitari
Negozio, ufficio, magazzinoCommerciale 6+6

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