Subentro nel contratto: cosa succede se cambia l'inquilino

Il contratto resta lo stesso, ma a un certo punto cambia chi ci abita dentro. Non sempre serve un nuovo contratto: vediamo i casi più comuni e cosa fare in ognuno.

Cessione del contratto: serve il consenso del proprietario

Se l'inquilino vuole semplicemente farsi sostituire da un'altra persona (ad esempio un coinquilino che resta da solo), si parla di cessione del contratto: è possibile solo con il consenso scritto del proprietario. Senza quel consenso, il vecchio inquilino resta l'unico responsabile del contratto, anche se di fatto non abita più nell'immobile. Una volta ottenuto il consenso, conviene formalizzare il cambio con un atto scritto e comunicarlo all'Agenzia delle Entrate come variazione del contratto registrato.

Decesso dell'inquilino

Se l'inquilino muore, la legge prevede che gli succedano automaticamente nel contratto, senza bisogno del consenso del proprietario: il coniuge, gli eredi, i parenti e gli affini con lui conviventi. In questo caso il proprietario non può opporsi al subentro, ma è comunque necessario comunicarglielo e aggiornare la registrazione del contratto con il nuovo intestatario.

Separazione o divorzio

In caso di separazione, divorzio o cessazione degli effetti civili del matrimonio, se la casa familiare viene assegnata al coniuge che non era intestatario del contratto, quest'ultimo subentra automaticamente nel contratto al posto dell'altro, alle stesse condizioni. Il proprietario va informato con una comunicazione scritta, allegando il provvedimento del giudice che dispone l'assegnazione.

Convivenza di fatto

Anche il convivente di fatto (secondo la legge n. 76/2016) può subentrare nel contratto in caso di morte o recesso del conduttore, alle stesse condizioni previste per il coniuge. Va comunque documentata la convivenza, ad esempio con l'iscrizione anagrafica alla stessa residenza.

In ogni caso: comunicare e aggiornare la registrazione

Qualunque sia il motivo del subentro, due cose non vanno mai dimenticate:

  • Una comunicazione scritta al proprietario, con la documentazione che giustifica il subentro (consenso firmato, certificato di morte, provvedimento del giudice, ecc.)
  • L'aggiornamento della registrazione del contratto presso l'Agenzia delle Entrate, indicando il nuovo intestatario — un passaggio che si affianca a quello già visto nella guida su cosa serve per affittare

MieiAffitti tiene lo storico di ogni contratto

Registra i cambi di intestatario con la relativa documentazione, così il fascicolo del contratto resta sempre completo e ordinato, anche dopo un subentro.