Affittare in comproprietà tra fratelli o familiari

Un immobile ereditato o comprato insieme si gestisce bene solo se le regole sono chiare fin dall'inizio: chi firma, chi incassa cosa, chi paga cosa. Vediamo come dividere tutto senza dissapori.

Chi firma il contratto

Come già visto nella guida su cosa serve per affittare, in un immobile in comproprietà tutti i comproprietari devono risultare come locatori nel contratto e firmarlo, a meno che non diano un mandato scritto a uno di loro per firmare a nome di tutti. Il mandato va fatto per iscritto ed è utile conservarlo insieme al contratto, per evitare che in futuro qualcuno contesti la validità della firma.

Come si dividono i canoni

Salvo diverso accordo tra le parti, il canone d'affitto si divide tra i comproprietari in proporzione alla quota di proprietà di ciascuno. Se le quote non sono uguali (ad esempio 50/25/25 tra tre fratelli), conviene mettere per iscritto, magari nello stesso mandato o in un accordo a parte, come viene distribuito materialmente l'incasso: chi lo riceve per primo, come e quando lo gira agli altri.

Le ricevute

Le ricevute di pagamento dovrebbero indicare tutti i comproprietari, o quantomeno la ripartizione tra loro, perché ciascuno dovrà poi dichiarare al fisco solo la propria quota di canone — sia che scelga la cedolare secca sia il regime ordinario (ne parlavamo nella guida su cedolare secca o regime ordinario). È bene sapere che ogni comproprietario può scegliere autonomamente il proprio regime fiscale sulla propria quota, anche in modo diverso dagli altri.

IMU e spese

Anche l'IMU si divide per quota di possesso, con un F24 separato per ciascun comproprietario: il calcolo completo è nella guida sull'IMU sugli immobili affittati. Lo stesso vale, in genere, per le spese straordinarie a carico del proprietario (interventi strutturali, impianti, ecc. — vedi chi paga cosa durante l'affitto): ognuno contribuisce in base alla propria quota.

Le decisioni importanti: meglio per iscritto

Le scelte che riguardano tutti — cambiare inquilino, modificare il canone, fare un intervento di manutenzione straordinaria, scegliere di vendere — andrebbero sempre prese insieme e, quando possibile, messe per iscritto (anche solo con uno scambio di email tra i comproprietari). Non è un obbligo di legge in ogni caso, ma è la cosa più semplice per evitare fraintendimenti tra familiari, soprattutto quando le quote non sono uguali o quando qualcuno segue l'immobile più da vicino degli altri.

MieiAffitti divide tutto in automatico tra i comproprietari

Imposta le quote una volta sola: canoni, IMU e spese si calcolano e si dividono da soli, con il riepilogo pronto per ogni comproprietario.